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Vasco Rossi e il tributo a Cosmo Coccoluto, prigioniero internato dai tedeschi

Il No che unisce le generazioni

Data :

29 gennaio 2026

Vasco Rossi e il tributo a Cosmo Coccoluto, prigioniero internato dai tedeschi
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C’è un filo invisibile, fatto di dignità e sofferenza, che lega Zocca a Gaeta, il presente dei social media al fango dei lager nazisti. A tenderlo è stato Vasco Rossi, che in occasione del Giorno della Memoria ha condiviso un video dal valore inestimabile: la testimonianza di Cosmo Coccoluto, soldato di Gaeta e testimone degli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

Non è solo un post commemorativo, ma un omaggio che affonda le radici nella storia personale del "Blasco". Il cantante, infatti, porta il nome di un compagno di prigionia che salvò la vita a suo padre, Giovanni Carlo Rossi, insignito nel 2020 della Medaglia d’Onore.

La storia di Giovanni Carlo Rossi è quella di uno degli oltre 600.000 Internati Militari Italiani (IMI). Catturato all'Isola d'Elba a soli vent'anni dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, disse "no" alla Repubblica Sociale e al nazismo, finendo internato a Dortmund. Tornò a casa solo nel 1945, portando con sé il peso di quegli anni ma anche la gratitudine verso chi lo aveva aiutato a sopravvivere. Quella gratitudine divenne un nome: Vasco, il figlio nato nel 1952.

Nel frammento di video risalente al 2013,rilanciato dall'artista, la voce di Cosmo Coccoluto nato a Gaeta il 31 ottobre 1919 (scomparso anni fa e Medaglia d'Onore nel 2014) risuona con una forza che il tempo non ha scalfito. Internato tra Innsbruck e Dresda dal 1943 al 1945, Cosmo descrive la fame, la schiavitù sotto il giogo di Hitler e l'inutilità assoluta del conflitto:

"La guerra distrugge tutto: uomini e cose di grande valore. I potenti del mondo devono sempre trovare un accordo, affinché ci sia la pace, sempre la pace!"

La testimonianza di Coccoluto, insignito il 28 gennaio 2014 della Medaglia d'Onore del Presidente della Repubblica, davvero significativa, chiude con le note struggenti del "Doloroso canto dei prigionieri", un brano composto durante la prigionia. Tra le rime emerge la nostalgia per la famiglia e una speranza incrollabile nel ritorno, sigillata da un amore per l'Italia mai tradito, nonostante l'abbandono: "Custodisci l’Italia e il suo bel tricolor!".

Il primo cittadino di Gaeta, Cristian Leccese, ha accolto con profonda emozione la scelta di Vasco Rossi di farsi cassa di risonanza per la storia di Coccoluto. Leccese ha sottolineato come le parole del concittadino siano un patrimonio che supera le mura di una semplice seppur accorata, forte, preziosa testimonianza, parlando direttamente ai giovani affinché imparino a dire, con convinzione, "Mai più".

In un’epoca di nuovi conflitti, il "No" di Giovanni Carlo e il grido di pace di Cosmo ci ricordano che la memoria non è un esercizio di stile, ma l'unico scudo contro la ripetizione degli errori del passato.

Ultimo aggiornamento: 29 gennaio 2026, 06:30

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