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Gaeta e Tisno: un legame secolare tra le sponde dell’Adriatico e del Tirreno.

Al via l’iter per il gemellaggio nel segno dei maestri d’ascia.

Categorie:
Comune

Data :

24 aprile 2026

Gaeta e Tisno: un legame secolare tra le sponde dell’Adriatico e del Tirreno.
Municipium

Descrizione

Un ponte ideale, lungo secoli e costruito sul legno pregiato delle imbarcazioni tradizionali, unisce da oggi Gaeta e la città croata di Tisno. A seguito di un proficuo scambio epistolare e di videoconferenze intercorse nei mesi scorsi, il Sindaco di Gaeta, Cristian Leccese, accoglierà lunedì 27 aprile, presso la Sala Consiliare, una delegazione ufficiale proveniente dalla Croazia per avviare formalmente i rapporti di amicizia e gemellaggio tra le due comunità.

La delegazione croata, guidata dal Sindaco di Tisno, Kristijan Jareb, sarà composta dal consigliere comunale Tomislav Bilić, da Marinka Fržop, presidente dell’Associazione «Betinska gajeta», e da Dinko Foretić, presidente dell’Associazione «Hrvatski drveni brodovi». All’incontro istituzionale prenderà parte anche il Presidente del Consiglio Comunale di Gaeta, Gennaro Dies.

Il cuore di questo legame risiede nella frazione di Betina, centro d'eccellenza della cantieristica navale croata, dove dal 1740 si tramanda l’arte dei «kalafati» (maestri d’ascia). Proprio qui è nata la «Gajeta Betina», un’imbarcazione robusta e versatile il cui nome stesso richiama direttamente l’influenza e i modelli costruttivi della gloriosa Repubblica Marinara di Gaeta, adottati e perfezionati dai maestri dalmati.

«È con profondo orgoglio e senso di appartenenza – esordisce il Sindaco Cristian Leccese – che accogliamo la delegazione di Tisno nella nostra città. Non si tratta di un semplice incontro istituzionale, ma del ricongiungimento di due comunità che condividono un DNA marittimo comune. Il nome della 'Gajeta' di Betina è la prova storica di come l'ingegno e l'arte cantieristica della nostra antica Repubblica abbiano navigato oltre i confini del Tirreno, influenzando le maestranze dell'Adriatico». Poi il primo cittadino spiega: «Oggi, riscoprendo queste radici legate ai maestri d'ascia e alla costruzione navale in legno – che a Gaeta vanta tradizioni d'eccellenza sin dal periodo ducale – apriamo una stagione di cooperazione culturale e turistica. Vogliamo che questo gemellaggio sia un volano per la valorizzazione del nostro patrimonio immateriale e per il potenziamento delle attività legate alla nostra economia del mare».

Durante il soggiorno (27-29 aprile), gli ospiti croati avranno l'opportunità di immergersi nella realtà gaetana, visitando le principali attrazioni storiche e, in particolare, i cantieri navali locali. Questo confronto tecnico e culturale tra i discendenti delle famiglie Filipi e Uroda di Betina e i maestri d'ascia gaetani rappresenterà il momento clou della visita, volto a salvaguardare un'arte, quella della costruzione in legno, oggi protetta come patrimonio culturale. La visita segna il primo passo verso un patto di gemellaggio che intende unire due territori che, seppur divisi dal mare, parlano la stessa lingua: quella del vento, della vela latina e della sapienza artigiana.

Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2026, 11:48

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